MUSEO DELLA GUERRA E FERRATA MONTE PIANO, 28-29 luglio 2012

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Fedeli all’appuntamento annuale con le Dolomiti ci siamo rivolti quest’anno al Monte Piano. Situato nel gruppo delle Dolomiti di Sesto, Il Monte Piano fu teatro di sanguinosi scontri durante il primo conflitto mondiale; ora è meta di escursioni e visite, consentendo un rapido accesso al vicino Monte Piana, sede di un bel museo all’aperto della Grande Guerra.

Partenza da Vedano alle tre e mezzo del mattino di sabato 28 luglio. Abbiamo intenzione di effettuare la nostra gita il giorno stesso e la strada da percorrere per la Val di Landro è lunga. Raggiungiamo la nostra meta dopo una sosta per una corroborante quanto gustosa colazione e, alle nove, siamo già in cammino. Dopo una partenza pianeggiante dietro al lago, con panorama sul Gruppo del Cristallo, il sentiero sale deciso facendoci guadagnare rapidamente quota. Per fortuna siamo all’ombra, al riparo dai raggi di un sole che però presto rimpiangeremo! Ci alziamo sopra la valle ammirando gli scorci sul Popera e sulla Croda Rossa e raggiungiamo un pulpito sopra il bosco dove è situato un piccolo cimitero di guerra. Di lì a poco comincerà il percorso attrezzato che ci porterà fino in vetta. Il panorama dalla cima è spettacolare, le Tre Cime di Lavaredo, vicinissime, si fanno ammirare in tutta la loro imponenza. Percorrendo la Forcella dei Castrati traversiamo fino al Monte Piana dove effettuiamo una rapidissima visita al museo all’aperto. Il cielo infatti si è riempito di nuvole e cominciano a cadere le prime gocce di pioggia. Scendiamo in fretta fino al rifugio Bosi prima che si scateni il temporale. Attendiamo che smetta di piovere ingannando il tempo con coltello e forchetta e, prima di scendere verso valle, visitiamo un piccolo museo ricco di reperti di guerra all’ interno del rifugio stesso.

La discesa è funestata da una bizzarra interpretazione delle indicazioni sul sentiero che ci porta a 4 km dal lago di Misurina, dove ci attendono le nostre auto! Concludiamo la gita con il fuori programma su asfalto prima che si scateni un secondo furioso temporale.

Raggiunto l’albergo sotto il diluvio prendiamo possesso dei nostri letti, cercando di evitare situazioni che possano dar luogo a tentazioni. La sera gustiamo una cena sudtirolese tipica, degno coronamento di una giornata così intensa.

La mattina seguente è dedicata alla visita del Museo della Montagna di San Firmiano, una delle cinque strutture del Messner Mountain Museum, accompagnati dall’immancabile pioggia. Solo verso mezzogiorno tornerà il sole, per permetterci di pranzare all’ aperto a Caldaro, parca degustazione di prodotti tipici prima del nostro ritorno a casa. (L.L.)

 

 

TRAVERSATA ALTA E BASSA DELLE GRIGNE, 14-15 luglio 2012

...mancavano sempre solo due ore...

Eccoci giunti a una delle gite più impegnative dell’anno, una due giorni di tutto rispetto nonostante si svolga a quote relativamente basse per la stagione. Siamo in quattordici a partire per i Piani Resinelli dove arriviamo di buon ora: alle sette siamo già in cammino verso il sentiero attrezzato della Direttissima, prima parte dell’itinerario per giungere in vetta alla Grigna Meridionale, o meglio, alla Grignetta, 2177 mt. Il cielo è coperto, meglio così, cammineremo al fresco lungo un itinerario dove non c’è nemmeno un albero. Le catene e le scale metalliche ci aiutano a entrare in un mondo incantato, guglie e pinnacoli di calcare ci circondano, avanziamo fra paretine e canalini rocciosi godendoci gli scorci sulla pianura e i laghi. Raggiungiamo così il Colle Valsecchi, temine del sentiero della Direttissima e inizio della cresta Cecilia, che ci dovrebbe portare in vetta alla Grignetta. Salendo però siamo entrati nelle nuvole, la nebbia ci circonda limitando molto la visibilità; inoltre la Direttissima ci ha impegnati non poco facendoci tardare un po’. Decidiamo di rinunciare alla vetta e puntiamo direttamente al rifugio Brioschi, poco discosto dalla cima della Grigna Meridionale, 2410 mt. Un sentiero ancora in parte attrezzato ci permette di raggiungere il Buco di Grigna, 1805 mt, punto più basso della cresta che unisce le due montagne. Ricominciamo a salire e superiamo gli ultimi ostacoli della giornata, gli Scudi, pareti rocciose attrezzate con catene. Ora le difficoltà sono finite, seguendo la cresta erbosa arriviamo alla Bocchetta della Bassa, 2144 mt, dove è situato il Bivacco Merlini. Tanti fiori e tante stelle alpine. L’ultimo tratto della salita lo percorriamo in compagnia della pioggia e della grandine, ma una cena corroborante e il meritato riposo ci attendono al rifugio. Siamo stanchi ma soddisfatti per aver percorso un bellissimo itinerario e per aver superato le difficoltà dell’arrampicata. La notte trascorre tranquilla, appena disturbata dai temporali all’esterno e da varie sonorità all’interno. La mattina seguente salutiamo i simpatici gestori e cominciamo la discesa ritornando sui nostri passi fino al bivacco Merlini, per poi piegare verso la Valsassina. Il tempo sta volgendo al bello, raggiungiamo il rifugio Antonietta al Pialeral e ci immergiamo in un fitto bosco di faggi e betulle. Il sentiero prosegue verso le pendici della Grignetta e, con qualche sali e scendi, le contorna, fino a giungere ai Piani Resinelli. La gita è finita, siamo tutti contenti… e stanchi! (L.L.)

MONTE MUCRONE, 24 giugno 2012

Gita che ha sostituito quella programmata alle Piramidi di Zone per il 17 giugno.

Il caldo torrido di questi giorni ci ha consigliato di scegliere una meta a quota superiore, anche se alla fine proprio le condizioni meteo sono state traditrici: tempo variabile in pianura e cime incappucciate dalle nuvole; abbiamo visto poco panorama e tanta nebbia.

Anche questa volta discreto il numero dei partecipanti, 16.

Partenza da Oropa, dove abbiamo preso la funivia che, in un sol balzo, ci ha depositati a Oropa Sport, 1870 mt. Da qui abbiamo raggiunto in pochi minuti il Lago del Mucrone, bello anche senza sole, e la cima del  monte, a 2335 mt. Un’ora e venti minuti di cammino, come previsto. Nessun panorama dalla vetta ma tanta allegria e… riposo, come si può vedere nelle foto. Siamo ridiscesi fino al lago, dove abbiamo fatto una sosta incuriositi dai piccoli pesci attratti a riva dai nostri pezzettini di pane. Tornati a Oropa ci siamo consolati della delusione dei panorami mancati visitando l’imponente Santuario. Unica nota negativa della gita, oltre alle citate nuvolacce, l’orribile eco-mostro della stazione di arrivo della funivia del Monte Mucrone, abbandonato mai terminato. (L.L.)

PONTE DI TRIFT, 17 giugno 2012

Gita riuscitissima, complici i numerosi partecipanti (20!) e il tempo splendido. Giunti alla stazione della funivia Triftbahn dopo aver valicato il Sustenpass, aperto da pochi giorni, abbiamo affrontato la salita con la piccola cabina ad otto posti, primo brivido della giornata. L’impianto sale con percorso ripidissimo per poi affrontare uno stretto e angusto vallone con andamento quasi pianeggiante, fino alla stazione di arrivo, a 1356 mt. Un’ora e mezza di cammino e 400 mt di dislivello ci hanno portati fino al ponte, sospeso a 100 mt di altezza sopra il torrente emissario del lago che ha preso il posto del ghiacciaio, in forte regresso. Fino a pochi anni fa qui si camminava sul ghiaccio, ora c’è solo il vuoto. 170 mt di tragitto traballante da un capo all’altro del ponte e ritorno. La giornata è stata fantastica ed il panorama mozzafiato. Rientro per lo stesso itinerario dell’andata e sosta corroborante prima di affrontare la discesa in picchiata con la funivia. Giunti alle auto i più vagabondi di noi hanno deciso di tornare a casa con un itinerario alternativo: Grimsel pass, Furka pass e Gotthard pass, tris di passi, poker con quello della mattina! (L.L)